|
|
|
E' un centro di origini recenti, fondato nel 1638 come pertinenza dello stato di Belvedere ... Spesso la storia della nostra comunità inizia così, dimenticando che, tra le casette povere che agli inizi della sua storia si costruirono, vi era anche la Chiesa dedicata a San Nicola Magno che inizialmente era il Patrono del Casale sul Diamante, (toponimo con cui la nostra cittadina era indicata fino ai primi del settecento).
Di tale devozione, vissuta nella cappella a lui dedicata troviamo traccia negli scritti successivi, quando nella seconda metà del '600 il culto sacramentale venne traslato dalla Chiesa di San Nicola Magno nella Cappella del Purgatorio, cellula iniziale dell'attuale Chiesa dell'Immacolata. Questo aspetto merita di essere messo in risalto perchè la tradizione spirituale legata al culto di San Nicola Magno risale al periodo normanno, quando la salma del Santo di Mira rubata da marinai baresi fu portata ella cattedrale di Bari alla presenza dei Vescovi del Regno tra i quali era anche il nostro di San Marco. per cui possiamo ritenere che il promontorio fosse già abita in quel periodo.
Chi abitava il Casale sul Diamante in quegli anni? E' una domanda alla quale è sempre difficile dare una risposta certa, però sicuramente era abitato prima del regno dei Sanseverino, i quali lo trovarono già popolato e attivo commercialmente, con un porticciolo attrezzato per le spedizioni. Quindi occorre spostare l'inizio del popolamento del Casale sul Diamante almeno ai primi anni del duecento.
Ma al di la delle supposizioni legate alla vita spirituale del Casale sul Diamante e al culto di San Nicola Magno che comunque meritano una maggiore attenzione, le prime notizie storicamente documentate, sulla nascita di un vero e proprio nucleo abitato nei luoghi di Diamante sono legati nel '500 alla costruzione di una Torre difensiva ad opera di Gerolamo Sanseverino. Costruita sul modello classico delle torri difensive (oggi purtroppo appare snaturalizzata nelle sue fattezze iniziali a motivo delle varie finalità per le quali la torre difensiva è stata utilizzata nei secoli successivi), per contrastare le incursioni Berbere e Saracene e corrispondendo alla normativa imperiale per la difesa delle coste.
Successivamente i Sanseverino, al tempo del fallimento economico e politico della casata principesca, riservarono per la propria famiglia questa porzione di territorio, tagliandola tra il feudo di Cirella acquistato dagli Zampaglione e quello di Sangineto che fu incamerato dal demanio del Re. Questa scelta di natura economica era legata probabilmente all'importanza della via fluviale rappresentata dal Diamante, al porticciolo di attracco sul Diamante stesso ivi esistente e alla produzione di uve zibibbo molto pregiate e di cannamela che concorrevano, con la loro immissione sul mercato degli zuccheri, alla crescita economica e al benessere del territorio. Intorno alla torre dei Sanseverino sorse più tardi una fortificazione del territorio ad opera dei Carafa.
Più precisamente fu Tiberio Carafa, marchese di Anzi e di Trivigno, nato nel 1595. Nel 1608 sposo' Giulia Orsini, figlia di Felicia Sanseverino, sesta principessa di Bisignano, morta nel 1609. Fu proprio in virtu' di queste nozze che Tiberio divenne, nel 1622, con decreto regio, il primo principe di Belvedere, feudo dei Sanseverino con annesso il suo Casale del Diamante. Scrive il Chimez nel 1700: " pare che don Tiberio Carafa, principe di Bisignano, (che nel 1622 ebbe tra i suoi feudi Belvedere col suo casale del Diamante), vi avesse chiamato e allettati parecchi contadini per coltivarlo, facendovi fabbricare varie casupole, per ivi fermarsi. Cosi' sorse la colonia agricola di Diamante." La Storia racconta che, anche in Diamante, il principe fece innalzare un palazzo, ancora visibile anche se totalmente trasformato, nel quale soggiornava per brevi periodi, vicino alla chiesetta di San Nicola, edificata dai Sanseverino, e, in seguito, una cinta muraria fortificata, perchè, come egli stesso scrive, nell'aprile del 1640, alla Regia Camera Sommaria di Napoli, paventava una possibile invasione di Belvedere e delle terre adiacenti da parte di pirati, provenienti dal mare e aggiungeva:".. et sono di parere..che si facci quanto prima detto Bastione,et in posto,che possa l'istesso difendere molta marina,et quello avrebbe da essere non molto alto perchè li due pezzi di artiglieria che vi si ponessero,potessero radere l'acqua,et nocere bene ai vascelli inimici".
Fu così che, appena due mesi dopo, l'ingegnere Orazio Grisolfo, che aveva completato da poco la costruzione della Torre del Fumarolo ad Aieta, venne incaricato, insiema a Paolo Picella, dalla Regia Camera di Napoli, di valutare i danni del terremoto del 1638 alle Torri del Tirone e Santa Liberata, ricadenti nel feudo dei Carafa e di iniziare una nuova fabbrica sul fiume del Diamante. La fortificazione aveva mura merlate ed era munita di artiglieria. Parte delle mura di confine e di difesa sono ancora visibili dalla parte del Diamante. Il Principe Tiberio inoltre fece elevare politicamente il Casale alla dignità di Castello, e contribuì ad impreziosirlo artisticamente.
Secondo memorie storiche non documentate con lui arrivarono cinquanta famiglie dal feudo benedettino di Cetraro, che furono alloggiate attorno alla Torre, per il lavoro degli zuccheri.
Al termine delle scorribande dei pirati, la popolazione dalle campagne e dai centri fortificati medioevali si spostò verso il mare anche perché a motivo della scarsa viabilità tutti i traffici commerciali di una certa rilevanza si facevano per mare. Successivamente tra il 1647/1648, per gli avvenimenti rivoltosi legati a Masaniello, molte famiglie di Buonvicino, incriminati per aver aderito alla rivolta contro i loro feudatari i De Paula, per fuggire alla successiva persecuzione trovarono accoglienza da parte dei Carafa e si aggiunsero al primo nucleo degli abitanti del Diamante portando la popolazione a 69 fuochi, circa 400 abitanti.
In questa fase in alto, su uno spuntone roccioso, nella parte più elevata, al confine dell'allora Diamante quasi a vigilarlo, è posta la chiesa dell'Immacolata Concezione. La costruzione fu intrapresa agli inizi del XVII secolo, inglobando la precedente cappella del Purgatorio, sulla quale fu innalzato il Campanile. Nel corso degli anni ha subito vari rifacimenti strutturali e pittorici, nel 1787 e nel 1880. L'ultimo intervento decorativo e pittorico è del 1954. Nella torre campanaria sono conservate tre campane dei Principi Carafa, la più antica è del 1714, l'altra è del 1723 la più recente del 1751. Mentre nella torre campanaria vi è una campana piccola del 1515 che potrebbe indicare l'inizio delle attività liturgiche della Chiesa delle Anime Purganti. Vi è un'altra campana più recente del 1920.
Da vari documenti si evince la data della presenza della Cappella di San Giuseppe sin dal '700, chiaramente in una forma più piccola di quella attuale, infatti molti ricordano che è stata ampliata negli anni '30 e negli anni '60. Nel campanile c'è una campana piccola del 1732 con l'immagine della Vergine con Bambino e la Croce, e una campana più grande, sulla quale è impressa l'immagine di San Giuseppe con Bambino, con su scritto: "Per laudem et gloriam Sancti Josephi Patroni huius Ecclesiae A.D. 1962 - Joseph Calafiori Votum Solvit".
Dai registri possiamo affermare che la parrocchia è stata istituita nel 1666, questo non vuol dire che la Chiesa dell'Immacolata era completa in ogni sua parte per come oggi la ammiriamo, ma che era funzionale al suo ruolo di Chiesa parrocchiale sostituendo, per le note polemiche intercorse con il Clero locale, la Chiesa sacramentale di San Nicola, situata presso la torre di difesa.
L'interno della Chiesa Madre è a navata unica, si presenta in stile neo classico con leggero influsso del barocco. Conserva un pregevole fonte battesimale marmoreo del '600 proveniente dalla Chiesa di San Nicola magno, da questa Chiesa proviene anche la statua dedicata al santo di Mira. A questi si aggiunge un pregevole Cristo in Croce di tradizione spagnola.
Sono inoltre presenti oltre la monumentale statua lignea dell'Immacolata, dono di Tiberio Carafa alla parrocchia, le statue lignee di San Giovanni Battista, Sant'Anna e la Madonna del Carmine, Santa Lucia, San Pasquale Baylon. Le statue vestite su modello spagnolo della Vergine del SS Rosario e dell'Addolorata. Completano l'ornamento artistico della Chiesa due putti lignei capoaltare e due tele dei primo del '900 raffiguranti Gesù con i bambini e l'Immacolata con ai piedi Diamante.
Di altra provenienza sono tre tele della fine del '700 raffiguranti Sant'Antonio di Padova con Bambino, La Vergine del SS Rosario con i Santi Domenico di Gutzman e Caterina da Siena, la Vergine con Bambino con i Santi Francesco d'Assisi e Francesco di Paola. Fino agli inizi del secolo figurava anche una tela settecentesca con le anime purganti nella cappella del Purgatorio.
Tra le opere d'arte sono da ascrivere anche alcuni argenti dei primi dell'800, tra i quali, artisticamente rilevante è la croce processionale restaurata quest'anno in occasione dell'ottantesimo dell'incoronazione. Pezzo di particolare pregio artistico è la Corona in oro della Vergine, dei primi anni del '900 e altri calici in argento del '700. Tra le opere d'arte sono da ascrivere le due acquasantiere in pietra.
Con la Repubblica Partenopea Diamante (1806/1825) matura la sua totale autonomia politico/amministrativa e diventa sempre più un punto di riferimento per commercianti napoletani, amalfitani e salernitani, e famiglie nobili che vi si stabilirono per la posizione e l’amenità del luogo dando vita al nuovo centro abitato di tradizione ottocentesca. Presto Diamante divenne un discreto centro per la pesca e l’agricoltura, grazie alla nutrita flotta e alle molteplici produzioni agricole.
|
|
Parrocchia Immacolata Concezione Via G. Carducci - 87023 Diamante - Telefax 0985.876966
|