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"Per la misera condizione del superbo non
c'è rimedio, perché in lui è radicata la pianta del male"
Questa affermazione che appartiene al Vecchio
Testamento e che ci viene presentata dal Siracide, nell'Ascolto della
Parola di questa Domenica, chiaramente per noi cristiani è superata da
Gesù quando dice impossibile presso gli uomini, ma non presso Dio,
nulla è impossibile a Dio. Aiuta comunque a capire quale è la vera
motivazione delle difficoltà che molti battezzati incontrano nel
corrispondere alla vocazione della santità: in molti è radicata la
pianta del male.
Noi sappiamo bene di poter dire di più, in tutti è
radicata la pianta del male, questo ce lo ricorda Gesù nella parabola
del grano buono e della zizzania. Gesù ci dice anche quando e perché
accade: mentre i servi dormivano. Ne potrebbe derivare una
predica moralistica, ma a Gesù non piacerebbe e quindi evito, però è
evidente che questo tempo estate è tempo privilegiato dal maligno per la
semina anche perché lui ha imparato che i Servi del Regno
dormono abbondantemente.
Ma la Parola di Dio ci riporta al cuore del
significato della presenza della Chiesa, almeno per quello che lui si
aspetta. Con il salmista abbiamo ripetuto: Hai preparato o Dio una
casa per i poveri. Si, certamente Gesù si aspetta che noi facciamo
più spazio ai poveri, e come recitava uno slogan degli anni '60:
senza usarli per altri fini.
In realtà possiamo affermare senza paura di essere
smentiti, se non in rari casi, nelle nostre chiese i poveri non godono
di cittadinanza attiva. Questo aiuta a comprendere il perché di una
crisi di identità che si stenta a superare nella direzione giusta, anche
perché molti nella Chiesa, a tutti i livelli comunitari, cercano i primi
posti, vivono la dinamica dell'arrivismo, stentano a incarnare il ruolo
messianico dei servi degli ultimi.
Il Signore ci incoraggia a guardare al cielo, come
la vera meta, la sola capace di oscurare gli arrivismi terreni nei quali
spesso ci si barcamena. La Chiesa viene presentata nella dinamica della
Comunione dei Santi, la sola e vera immagine che restituisce alla Chiesa
il suo ruolo di speranza per gli uomini di ogni tempo.
Questa immagine è la sola che restituisce a
Gesù la centralità che il Padre misericordioso le ha donato nella sua
disponibilità a percorrere fino in fondo la via della fedeltà per amore
nostro, per amore dei più abbandonati. Ancora una volta Gesù ripete per
noi parole eterne che diventano sempre nuove, parole forse troppo vere
per essere incarnate nella realtà: quando offri un banchetto invita
poveri, zoppi, ciechi e sarai beato, perché non hanno da ricambiarti.
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