Parrocchia Immacolata Diamante

Home
Parroco
Pensieri
Celebrazioni
Preghiere
Catechesi
Liturgia e Coro
Caritas
Azione Cattolica
RnS
Comunità
Vita pastorale
Consiglio Pastorale
Affari  Economici
Festa patronale
Documenti
Opere Artistiche
Mons.Grandinetti
La nostra storia

 

Riflessione sul vangelo della domenica

6 aprile 2014

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella, era malato. Maria era quella che cosparse di profumo il Signore e gli asciugò i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato. Le sorelle mandarono dunque a dire a Gesù: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato».
All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!». I discepoli gli dissero: «Rabbì, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?». Gesù rispose: «Non sono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; ma se cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui».
Disse queste cose e poi soggiunse loro: «Lazzaro, il nostro amico, s’è addormentato; ma io vado a svegliarlo». Gli dissero allora i discepoli: «Signore, se si è addormentato, si salverà». Gesù aveva parlato della morte di lui; essi invece pensarono che parlasse del riposo del sonno. Allora Gesù disse loro apertamente: «Lazzaro è morto e io sono contento per voi di non essere stato là, affinché voi crediate; ma andiamo da lui!». Allora Tommaso, chiamato Dìdimo, disse agli altri discepoli: «Andiamo anche noi a morire con lui!».
Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. Betània distava da Gerusalemme meno di tre chilometri e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria a consolarle per il fratello. Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».
Dette queste parole, andò a chiamare Maria, sua sorella, e di nascosto le disse: «Il Maestro è qui e ti chiama». Udito questo, ella si alzò subito e andò da lui. Gesù non era entrato nel villaggio, ma si trovava ancora là dove Marta gli era andata incontro. Allora i Giudei, che erano in casa con lei a consolarla, vedendo Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono, pensando che andasse a piangere al sepolcro.
Quando Maria giunse dove si trovava Gesù, appena lo vide si gettò ai suoi piedi dicendogli: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!». Gesù allora, quando la vide piangere, e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!». Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?».
Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni». Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberàtelo e lasciàtelo andare».
Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui.
Parola del Signore.

 

Riflessione

Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto”. E’ quello che Marta prima e Maria, dopo, dicono a Gesù quando arriva a casa loro,a Betania.

Perché questa espressione, mi chiedo? Mi viene da pensare che l’amore vince sempre la morte. Gesù vicino, Gesù presente nella vita dell’uomo è garanzia di vita. Ed è vero sempre, anche quando la realtà presenta l’impossibile: “Signore, manda già cattivo odore. È lì da quattro giorni”. Ma l’amore che è vita e dona vita chiede fiducia: “Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio”?

Col battesimo ognuno di noi è diventato amico di Gesù e casa nostra è divenuta “casa sua” come quella di Betania. E’ solo questione di fede! Basta crederci davvero!

A casa nostra c’è vita se Lui può entrare quando e come vuole, di giorno o di notte, nei momenti di gioia e in quelli di dolore. Se Gesù entra e gli raccontiamo che cosa sta succedendo, perché stiamo soffrendo o gioendo, egli si siede, ascolta, parla e condivide; ogni sua parola, ogni suo gesto apre il nostro sepolcro, elimina ogni cattivo odore, perché Lui solo genera nuova vita e rimette in gioco l’esistenza. E questo gioco non è per una volta soltanto, ma è per sempre, come per sempre è il mistero della sua morte e risurrezione, dono suo per noi, perché abbiamo la vita e l’abbiamo in abbondanza.

Il vangelo mi sembra abbastanza semplice:  fedeltà all’amore che Gesù ha per noi!

 

Quaresima 2014

 

Voglio esprimere, con questo breve scritto, l’invito a tutti, grandi e piccoli, giovani e adulti a lasciarsi coinvolgere nel cammino di Quaresima che inizia, oggi, mercoledì delle ceneri.

Che cosa fare?

-          Ascolta la voce di Gesù che chiede di seguirlo, di uscire fuori dalla banalità per dare alla tua vita una direzione, una profondità;

-          Mettiti in serio cammino spirituale, cioè lasciati provocare dalla Parola di Dio che ti dice: “Convertiti e credi al Vangelo”. Se Dio, ancora oggi ti fa arrivare questo invito, vuol dire che è urgente “convertirsi”, cambiare mentalità,  stile di vita;

-          Allora, allenati, in questi quaranta giorni, sulla via della fedeltà a quello che sei: sei una persona che vuole profumare di dignità, sei “figlio di Dio” dal cui volto deve irradiarsi la luce della verità, dell’amore e della giustizia, sei impegnato a servizio del “bene comune” in famiglia, nel lavoro, nella scuola, nella chiesa, nella società. Allenati ad essere fedele;

-          Per questo allenamento metti in moto il cuore, la mente, le mani e le ginocchia = prega con semplicità e con costanza;

-          Perchè tu possa riuscire a “trasgredire” l’imperativo mondano della superficialità, del relativismo e del semplicistico “che male c’è?”, accogli l’invito evangelico a “digiunare”, approfondendone il significato più vero ed efficace.

Ti invito a fare tutto questo e sperimenterai la crescita quotidiana del bisogno di “bellezza”, di verità e d’amore: un bisogno che non può rimanere inappagato! Fa’ tutto questo e, dopo la quaresima, avrai occhi limpidi per guardare l’alba della Risurrezione. Ti auguro che, da subito, riesca ad imboccare la “via” che ti guarisce dal male. Se la cerchi, si fa trovare perché ti viene incontro. Si chiama GESU’.

Il parroco Don Michele

 

       Tema

 

      Gli eroi d’oggi

Gli eroi esistono ancora per me.

Ai giorni di oggi, non sono più quelli che hanno i superpoteri, ma crescendo

         si capisce che gli eroi sono quelli che ti vogliono bene, come la tua famiglia che ti accudisce e ti tiene al sicuro e al caldo. Come mia sorella Anastasia che mi fa capire dove ho sbagliato, come mio padre che mi fa tornare sui miei errori per non commetterli mai più e come mia madre che ogni volta che sono triste mi rallegra con delle coccole. Poi ci sono eroi come i miei parenti, il mio zio preferito cioè zio Salvatore è il mio eroe del divertimento la mia zia preferita cioè zia Filomena che pur essendo a volte malata mi accoglie a braccia aperte. Come zia Giulia, che non la vedo mai perché sempre in viaggi di lavoro, ma non essendo colpa sua la perdono sempre perché so che lei mi vuole un sacco di bene.

Per me questi sono gli eroi personali, poi ci sono gli eroi pubblici, per esempio i poliziotti che ci proteggono dalle rapine e dai ladri, poi ci sono i pompieri che spengono le fiamme in caso di incendio. Poi ci sono gli agenti federali che ci proteggono dai mafiosi e dai contrabbandieri. Perfino i bagnini possono essere degli eroi salvando delle vite.

Per me gli eroi non sono quelli muscolosi e superpotenti, ma quelli che sentono la necessità di salvare quella persona pur rischiando la vita. Perché se no non ha senso salvare una persona per fare bella figura, ma si devono provare dei sentimenti pur se è un tuo nemico, perché poi l’amicizia e l’amore trionfa sempre.

 

 

                                                                               Eugenio Iaconianni.

 

 

Santo Natale 2013

 

Anche quest’anno la festa di Natale si presenta e ti cerca, ti cerca perché vuole parlarti. E’ cortesia, da parte tua, fermarti e lasciarti parlare. Mettiti in ascolto!

Forse la prima cosa che ti vorrà dire riguarda te ed immagino che ti dica: ma tu sei una persona vera? Ti chiederai: ma che domanda è questa? Che vuol dire “sei una persona vera?”. E allora ti invita a riflettere: ci tieni veramente a te stesso, alla tua libertà, alla tua dignità, alla tua responsabilità? Guardati allo specchio e sii sincero/a: ti piaci come sei, come vivi, come ti poni di fronte alle scelte che ogni giorno sei chiamato/ a fare?

Se sei sincero/a forse scoprirai che tante volte ti metti la maschera e non sei te stesso/a: la maschera che copre la sofferenza, l’insoddisfazione, oppure che nasconde le tante belle qualità che hai dentro e che hai paura di metterle in gioco, perché forse non ne conosci profondamente l’origine e quindi non ne hai  stima a sufficienza.

Che cosa ti chiede ancora? Immagino che ti dica:  sei una persona morta, moribonda o viva? Morta vuol dire che hai rinunciato ad essere persona e sei diventato/a una cosa nelle mani del potere, del vizio, del sistema, dei tuoi e altrui trucchi. E così “tiri a campare…!”, come si suol dire. Moribonda vuol dire che , per vivacchiare, scendi continuamente a compromessi con la tua coscienza, con chi ti vuole usare per i propri scopi, con le tue scelte di fede e di vita, che non sono mai forti e decise, bensì psicologiche ed occasionali. Se continui così, non avrai la gioia delle emozioni vere, dei sentimenti puri, delle amicizie disinteressate ; non riuscirai a stupirti di nulla, né di fronte all’alba o al tramonto, né davanti  alla carezza pura della persona che ti ama, né nell’ascolto di una canzone o di una musica che vorrebbe trasportarti nel desiderio di volare più alto nella vita, né di fronte agli occhi segnate da lacrime di un  bimbo appena nato o di un bambino più grande che non trova più il sorriso della mamma e del papà ecc. ecc. Viva vuol dire che senti che  ci sei e che vale la pena esserci, perché avverti di appartenere ad un progetto che viene “dall’infinito” e che ha la pretesa di fare di te un “capolavoro” di uomo o di donna che fa dell’amore per sé, per l’altro, per la  storia dell’umanità e del mondo il riferimento costante e fecondo perché ha scelto come via di libertà non l’autodeterminazione, ma l’obbedienza all’Amore che è Dio, il Padre di Gesù che continua a chiedere di nascere nella tua persona.

E allora anche quest’anno la Festa di Natale, anzi Colui che nasce e che si chiama Gesù, viene a cercarti per proporti la via della vita: solo se rinunci a  te stesso e accogli completamente il “Bambino – Dio fatto Uomo”, allora puoi cominciare a sorridere alla vita. E ti sorprenderai a percepire, capire e vedere pensieri nuovi, parole vere, gesti che profumano di speranza. Questa è la fede, fratello e sorella mia!

Auguri!

Don Michele

 

 

 

 

 

 

*** AVVISI ***

I Giovedì del mese: Adorazione eucaristica:  8.30: santa Messa –Esposizione; ore 15.00: Coroncina della Divina Misericordia, ore 15.30: Gruppo Eucarestia; ore 16.00: Adorazione Gruppo Confermazione-mistagogia; ore 17.00: Ad. Azione Cattolica; ore 18.00: Vespri – Rinnovamento; ore 19.00: Adorazione comunitaria insieme al coro  e benedizione

 

S

 

 

Celebrazioni Festive Autunnali

 

Ore 09,00 Santa Messa

Ore 11,00 Santa Messa

ore 17.00: Santa Messa

 

Celebrazioni Feriali

 

Ore 08,30 San Giuseppe

Ore 17,00 Chiesa Madre

 

 

Parrocchia San Giuseppe Scalea

Conferenza Episcopale Italiana

Diocesi di San Marco Argentano - Scalea

Parrocchia San Biagio Diamante

 

 

L

 

Via  G. Carducci - 87023 Diamante - Telefax 0985.877248

Hit Counter